Biografia

Nata nel 1968 in Ticino, dove attualmente vive e pittura.
Nel 2000 comincia il suo percorso artistico da autodidatta. Dopo le prime esperienze con la pittura su seta aggiunge al suo stile la pittura acrilica su tela con diverse tecniche miste.
Presente a manifestazioni artistiche a livello nazionale ed internazionale.
Dal 2002 è membro dell'Associazione Pittori e Scultori Ticinesi.
È desiderio di chiunque conoscere il proprio orizzonte, superare la sua soglia e, in una tempesta di passioni, scoprire l’inquietante infinito.
Fermarsi al presente e non dilatarsi in un magma di eventi, oggi significa il vuoto poiché la vita ci propone sempre di essere reinventata. Solo in questo modo la nostra personalità evolve e cresce. Per giungere a questo, poche sono le scorciatoie da seguire, indelebile è invece il sigillo della sofferenza e della gioia. Quando la discesa emotiva verso la propria introspezione avrà toccato il fondo, questa piattaforma permetterà lo slancio di risalita e, allora, la crescita sarà molto più facile e veloce.
Con i miei quadri vorrei allontanare l’inerzia, identificare e poi trasmettere energia positiva. Ogni colore ha una sua carica e un significato; i colori influenzano il nostro stato d’animo. In modo da evitare che la mia pittura sia troppo pregna di condizionamenti, io non ho mai voluto acquistare troppa coscienza di questi percorsi teorici. Preferisco invece che, al centro del mio pensiero, istinto e intelletto (cuore - emotività) trovino un punto d’incontro per stabilire il percorso narrativo da seguire. Questo è libero arbitrio, ma non significa affatto che io non m’interessi anche dei principi teorici del dipingere.
Quando creo un'opera vorrei riscoprirmi fino a rinascere, vorrei tradurre me stessa a tratti e a colori, vorrei ritrovare esperienze vissute da espandere e da raccontare. Voglio comunicare tutto questo all’essere umano e condividere con lui la bellezza della natura. L’astrattismo me ne offre l’occasione: non mi muovo più in uno spazio confinato e, senza dipendenze, più niente è definito e definitivo. Questa libertà si espande in me e si trasforma in gioia infinita quando la mia diventa una visione collettiva poiché il mio intervento creativo ha risvegliato emozioni nel cuore di chi osserva.
Alexandra von Burg intervistata da Franco Semini